Hanno deciso di lavorare insieme i porti del Nord Adriatico, quattro banchine per un solo sistema portuale. Le Autorità di Venezia, Capodostria, Trieste e Ravenna, hanno firmato in tal senso un accordo che garantisce la cooperazione tra le quattro realtà. DI FABIO CALDERA
Il fine è quello di formare un unico grande gateway per le navi che risalgono l’Adriatico, per servire l’Italia settentrionale e l’Europa centro-orientale, migliorando l’efficienza e il potenziale commerciale del nord adriatico e sviluppando insieme le infrastrutture di accesso ai mercati della nuova Europa. In occasione del seminario europeo “Articulating the North Adriatic Multi-port Gateway”, tenuto alla presenza del Coordinatore Europeo per le Autostrade del Mare, Luis Valente De Oliveira, i Presidenti delle Autorità Portuali hanno affrontato i principali temi collegati alla creazione del nuovo hub europeo, ponendo in evidenza le connessioni con i corridoi europei di trasporto e le chance per lo sviluppo del business degli operatori marittimi e portuali. Grazie all’armonizzazione di politiche e attività comuni, i quattro scali potranno presentarsi insieme al mercato internazionale, oltre Gibilterra e Suez, evidenziando la presenza di una struttura in grado di poter guardare anche all’entroterra, oltre i confini interregionali del Brennero e del Tarvisio, come un unico grande scalo per la movimentazione delle merci e dei passeggeri. L’accordo si fonda su tre punti chiave per lo sviluppo dei traffici, che comprende anche articoli riguardanti la tutela dell’ambiente, il potenziamento del turismo e dei sistemi di sicurezza.
In particolare le Autorità Portuali puntano:
· all’armonizzazione di politiche e attività comuni;
· al potenziamento delle connessioni dei principali assi ferroviari e porti;
· alla creazione di uno “Sportello Unico”, ovvero di un unico sistema informatico comune che garantisca alti livelli di intermodalità tra gli scali attraverso una rete di informazioni condivise;
· allo sviluppo del corridoio Adriatico-Baltico nei progetti prioritari delle Reti Transeuropee di trasporto.
Un obiettivo primario, inoltre, è lo sviluppo delle infrastrutture che collegano i retroporti (analizzandone il sistema viario e ferroviario per la penetrazione nel territorio) con il Baltico e i mercati ad alto potenziale di sviluppo come Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, ma anche Russia, Ucraina e Bielorussia. Si tratta, infatti, di portare a coincidere il centro geografico dell’Europa con il centro economico, che oggi corrisponde sempre più con il territorio del Nord Adriatico. La proposta è in linea con la politica dell’Unione Europea che prevede, per il prossimo futuro, di promuovere la creazione di sistemi portuali interregionali, dando nuovo impulso allo sviluppo dell’attività marittima. Per questo motivo, l’accordo resta aperto al porto di Rijeka (Fiume), non appena la Croazia avrà portato a termine il processo di annessione all’Unione Europea o a porti più piccoli - ma non meno importanti - quali Monfalcone (Gorizia), Chioggia (Venezia), Porto Nogaro (Udine).
21 Apr 2009, 12:14pm