Se c’è un Paese in cui si possa respirare l’atmosfera africana autentica, ma senza dimenticare la vicina Europa, quello è il Marocco. Ma non è soltanto per la posizione geografica, all’estremo Nord del continente africano, il Marocco si trova a cavallo dei due continenti, che lo rende così poliedrico, è proprio il Paese che cambia, dalla sponda mediterranea a quella atlantica.
Se c’è un Paese in cui si possa respirare l’atmosfera africana autentica, ma senza dimenticare la vicina Europa, quello è il Marocco. Ma non è soltanto per la posizione geografica, all’estremo Nord del continente africano, il Marocco si trova a cavallo dei due continenti, che lo rende così poliedrico, è proprio il Paese che cambia, dalla sponda mediterranea a quella atlantica. Si parte da Tetouan o da Tangeri, sbarcando in auto dal lungo viaggio, per quanti hanno voluto partire direttamente dall’Italia (nessuna preoccupazione, si può arrivare in aereo a Casablanca e noleggiare un’auto sul posto). Qui l’architettura è molto vicina a quella europea, considerando in particolare che Gibilterra è a meno di 5 chilometri in linea d’aria, le spiagge ricordano quelle del vecchio continente, la popolazione è già araba, ma molto avvezza a trattare con gli europei. Quando poi si arriva ai primi contrafforti dell’Atlante, la catena montuosa che divide in due il Marocco, separando la costa e la pianura dal deserto del Sahara, il paesaggio diventa ancora più europeo, una piccola Svizzera. La città di Ifrane, ad esempio, ha tetti spioventi (per la neve, siamo a 1600 metri di quota) e c’è perfino qualche piccolo impianto di risalita per i fanatici dello sci. Lasciando i boschi lussureggianti, e salendo poi fino al massiccio centrale dell’Atlante, la roccia diventa la vera protagonista del paesaggio, cedendo il passo alla sabbia e alle dune soltanto a Erfoud, dove il deserto avanza in una punta che si spinge verso nord. La popolazione è cordiale, quasi tutti parlano francese (ricordo della dominazione), molti masticano qualche parola di italiano, soprattutto al Nord del Paese. La moneta locale è il Dirham (ce ne vogliono poco più di 9 per un euro) da cambiare solo per le necessità immediate e spicciole, non si cambia di nuovo uscendo dal Marocco. Non si può andare la prima volta in Marocco però senza passare dalla piazza del mercato di Marrakech, suggestiva per i ballerini, gli addestratori di scimmie, gli espositori di serpenti, tutta una popolazione che sembra uscire dal nulla poco prima del tramonto, per occupare il centro della piazza, in un folklore che oggi è divenuto indubbiamente turistico, ma trae le sue origini da tempi molto lontani, era un ritrovarsi e fare festa. Natura maestosa e già colorata d’Africa, l’aspetto da Continente Nero si completa con le splendide spiagge dell’Atlantico, tratto di costa tra Agadir e Casablanca. Molte le strutture alberghiere sulla costa, meno quelle all’interno, ma una buona Guid Bleue è ancora oggi in grado di fornire indicazioni precise e dettagliate a quanti volessero vedere un Marocco anche fuori dalle grandi rotte del turismo.
In Italia si possono raccogliere informazioni all’Ufficio del turismo:
Ente nazionale per il Turismo del Marocco
20122Milano, Via larga, 23- Tel:02-58303336-58333756 Fax: 02-58303970
E-Mail:turismo.marocco@tin.it - www.tourism-in-morocco.com
23 Dec 2008, 5:59pm