Sarà prodotta in sole 2.000 unità, ed è la celebrazione dei 20 compleanni dello spider per eccellenza, quella Miata - così venne soprannominata in Giappone appena uscì il modello - dai due posti secchi che sembra proprio non passare mai di moda.
La storia inizia quando i progettisti di Mazda ebbero l’input di creare un’auto bella, agile, compatta e in grado di affrontare qualsiasi strada. L’idea, in apparenza strana, fu di confrontare il futuro prodotto con uno del passato molto lontano, una biga romana. Agile e scattante (sia pure in funzione dei cavalli a disposizione, vedi il classico film Ben Hur), la MX5 andò subito ad occupare un posto nel cuore di quanti si sono subito appassionati a questa auto strana – la prima serie aveva anche gli occhi che si aprivano, infatti i fari erano a scomparsa – ricordando ai progettisti la dinamicità delle bighe. Idee giapponesi, ma evidentemente ben studiate, visto il successo del modello nel mondo intero, dove sono sorti molti club di appassionati, senza dimenticare i trascorsi agonistici della due posti di casa Mazda. La MX5, infatti, ha un suo campionato monotipo, ma partecipa anche ad altre competizioni negli autodromi di tutto il mondo. A guardarla bene, del resto, sembra costruita per far venire la voglia di “metterci le mani” sopra e trasformare questo piccolo dottor Jeckyill in un cattivissimo Mister Hyde, in cui i cavalli non si dichiarano più, ma sono certo ben oltre i 200. Forte di questa sua filosofia costruttiva, la MX5 è reginetta e protagonista di molti ambienti, dovessimo paragonarla ad un altro mezzo meccanico, ad esempio, si potrebbe ricordare la Vespa del film Vacanze romane. In questa ottica celebrativa la casa giapponese ha voluto festeggiare il ventennale della piccola spider con una gara di regolarità dal sapore internazionale, con 29 squadre europee partecipanti, tra cui una italiana, che si sono contese la vittoria sul circuito di Adria. Ha vinto il team belga, ma il divertimento è stato generale, la MX-5, si è confermata sicura e precisa in curva e potente quanto basta con il suo motore 2.000 16 Valvole, che ha fornito una risposta sempre pronta nonostante le forti sollecitazioni che gli equipaggi che, presi dalla competizione, non hanno di certo risparmiato. La serie speciale si riconosce per pochi particolari, destinati ad essere apprezzati dagli estimatori del modello ancor più che dell’intera marca. Si nota, ad esempio, lo speciale battitacco cromato con numero di serie limitata in Europa, da 1 a 2000. Basata sul roadster in produzione 1.800 soft top, questa versione ha un pack speciale nello stile degli esterni, cromature nel contorno della griglia anteriore, delle maniglie delle porte, della fascia dei fari, delle cornici dei proiettori fendinebbia, specifici cerchi in lega da 17 pollici e il logo del ventesimo anniversario. Può essere ordinata in tre colori – True Red, Crystal White Pearl e, specifico per questa edizione, un nuovo Aurora B (quest’ultimo non disponibile in Italia) con elementi decorativi in tinta nell’allestimento interno. Nel cofano motore è stata aggiunta, inoltre, una barra duomi, per assicurare una guida sportiva ancora più divertente. Se la meccanica del 4 cilindri di due litri e 160 cavalli è derivata da quella di serie anche per la specialissima edizione dell’anniversario, la vera novità è nel cambio automatico e sequenziale, con due palette sul volante per scalare il rapporto e due sotto al volante stesso per passare ad una marcia superiore. In un vero spider però viaggiare col vento nei capelli è la prima caratteristica da tenere in considerazione, anche a scapito di una parte delle prestazioni. Meglio andar via con il tetto aperto che abbassare il tempo di accelerazione di un decimo di secondo. Se di un tempo record si deve parlare, invece, è quello del movimento di apertura e chiusura del tetto, che sulla MX5 avviene elettricamente in 12 secondi, e non sono molti i modelli che possano far registrare gli stessi valori. Il vano bagagli, si sa, non DEVE essere grande più di tanto, ma chi acquista una spider è cosciente che dovrà viaggiare con poco bagaglio; peraltro già lo spostamento per andare in ufficio e tornare a casa è un premio quando si va “col vento nei capelli”, e per gratificarsi non è necessario un lungo viaggio.
25 Feb 2010, 8:00pm