Non rientra tra i 10 maggiori porti italiani, ma cerca di organizzarsi sempre meglio, approfittando anche della sua ideale posizione geografica. Parliamo del porto di Monfalcone, il più settentrionale d’Italia, oggi agguerrito e pronto a misurarsi con altre realtà del territorio.
A Monfalcone l’area portuale è facilmente e direttamente raggiungibile, grazie alle autostrade Torino-Trieste A4 con prosecuzione per la Slovenia, e Monfalcone-Udine-Austria A23 con prosecuzione per Germania, Repubbliche Ceca e Slovacca, Ungheria, il cui casello è a soli 1,5 km dal porto, ed alle statali da e per Venezia, Udine, Gorizia e Trieste. In alternativa il porto si può raggiungere con il treno, la linea ferroviaria Trieste-Venezia/Udine-Tarvisio, infatti, con tutte le diramazioni possibili, è direttamente raccordata al porto di Monfalcone; un nuovo e moderno raccordo ferroviario ad un binario semplice non elettrificato assicura, inoltre, il collegamento diretto con lo scalo merci della ferrovia, che si trova a 2 chilometri. La particolare struttura ad anelli e l’innesto del raccordo permettono di servire con facilità le banchine ed i piazzali, consentendo così alle aziende di fruire di servizi di trasporto completi ed integrati. Un terzo vettore, quello aereo, è altrettanto vicino, e può essere raggiunto facilmente attraverso un collegamento diretto con la autostrada A4, in 10 minuti. L’aeroporto regionale dista appena 5 chilometri dal porto, infatti, e assicura efficienti collegamenti con le principali città italiane ed europee ed offre una vasta gamma di voli charter verso mete turistiche. Il porto di Monfalcone, quindi, è il centro di un'area multimodale che, nel raggio di 25 chilometri, ingloba il porto, l'aeroporto di Ronchi dei Legionari a 5 chilometri, l'autoporto e la stazione confinaria internazionale di Gorizia collocati sul confine italo-sloveno a Gorizia-Nova Gorica a 15 chilometri, l’autoporto e terminal intermodale di Fernetti-Sezana situati al confine con la Slovenia, a 25 chilometri, dallo scalo di smistamento ferroviario e dall’adiacente interporto “Alpe Adria” di Cervignano del Friuli a 20 chilometri. I trasporti via mare, cielo, terra e rotaia, sono dunque garantiti e, per di più, in uno spazio indubbiamente ristretto. Ma si deve guardare al futuro e realizzare nuove opportunità di lavoro. Per questo l’Azienda Speciale per il Porto di Monfalcone (ASPO) è stata istituita nel 1975 dalla Camera di Commercio I.A.A. di Gorizia al fine di favorire e stimolare lo sviluppo strutturale e delle attività marittimo-portuali dello scalo di Monfalcone. In base a quanto previsto dall’art. 14 della Legge 84/1994 e successive modifiche, l’ASPO ha, come fini statutari, la pianificazione, la programmazione, il coordinamento e la promozione del porto, nonché la realizzazione di interventi infrastrutturali ed altri interventi volti allo sviluppo ed al potenziamento del porto e della Zona Interscambio Merci. In questo contesto, nel corso degli anni l’Azienda ha portato a termine numerose opere, tra le quali vanno ricordate:
La realizzazione di piazzali di sosta e scorrimento e la loro illuminazione;
La costruzione della nuova strada di accesso al porto;
La costruzione delle palazzine ospitanti gli uffici della Capitaneria di Porto, della Dogana, della Polizia, della Guardia di Finanza, degli operatori portuali e dell’Azienda stessa;
La realizzazione delle strutture del varco doganale e quelle della Zona Interscambio Merci, la realizzazione di una pesa a ponte stradale, di 7 tettoie mobili, di 3 magazzini portuali coperti nonché di varie attrezzature portuali, messe a disposizione degli operatori. Al fine di rendere maggiormente sfruttabili tali infrastrutture nonché di aumentare l’efficienza delle operazioni portuali l’ASPO nel corso degli anni ha provveduto all’acquisto di tramogge depolverate, di quattro gru portuali semoventi e di accessori per le gru gommate e da banchina. Secondo i criteri propri dell’efficienza aziendale e nel rispetto degli indirizzi espressi dalle Direzioni Regionali e Ministeriali competenti, l’Azienda Speciale garantisce che le politiche di sviluppo dello scalo monfalconese siano armoniche ad un quadro razionale di crescita, in particolare per quel che riguarda la politica economica complessiva, l’ambiente, la concorrenzialità con altri porti, il rapporto con l’assetto complessivo dei servizi e delle infrastrutture e, più in generale, con tutti gli elementi territoriali collocati nelle sfere interessate anche solo indirettamente dalla presenza del porto. L'Azienda Speciale per il Porto di Monfalcone rappresenta quindi un esempio ottimale di specializzazione gestionale ispirata ai criteri di organizzazione. Su un piazzale portuale di 93.000 metri quadrati, con una capienza di circa 4.000 autovetture provenienti da case automobilistiche diverse (Renault, Mercedes/Smart, BMW, Fiat, Opel, Dacia, Saab) opera la C.E.T.A.L. srl, specializzata in sbarco/imbarco navi Ro-Ro. A disposizione, inoltre, impianto di lavaggio/deceratura ed un’officina destinata al PDI (pre delivery inspection). Le attrezzature del porto proseguono con i silos granari, due torri pneumatiche su rotaia per sbarco/imbarco di cereali e sfarinati alla rinfusa, della portata max di 250 ton/h cadauna, collegate ai silos con nastri trasportatori a catena ed elevatori a tazze. I silos sono asserviti da una banchina lunga 120 metri raccordati alla ferrovia ed hanno una capacità massima di 70.000 tonnellate, con funzione anche di deposito doganale privato.
Sono stati realizzati, infine, anche tre silos della capacità di 1.000 ton l’uno per cemento sfuso della ditta Baumit Italia S.p.A. di Pordenone e due silos della capacità di 3.500 ton l’uno per lo stoccaggio di cemento e materiali sfusi della ditta Friulcem S.p.A.
26 Dec 2008, 5:39pm