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Dopo oltre due anni di attesa il cantiere Itama ha realizzato la nuova ammiraglia. È la Seventyfive, un 75 piedi (23,54 metri, ancora nei limiti della patente per imbarcazioni da diporto) che completa verso l’alto la gamma del cantiere marchigiano. DI MAURIZIO CALDERA
Nato nel 1969 a Roma, proprio sulle sponde del Tevere da un’idea di Mario Amati, Itama ha realizzato sempre barche a motore veloci e dalle linee tirate, ispirate a quelle degli scafi americani Magnum. Nel 2001 Amati lascia e, dopo un breve affidamento della società al fondo Opera, interviene il Ferretti Group, che la rileva, affidandola per la gestione ad un altro marchio del Gruppo, il cantiere Pershing. E proprio nella sede di Pershing si trasferisce subito Itama, continuando nella produzione del Forty e del Fiftyfive. L’arrivo del 75’ oggi non si traduce semplicemente in un modello più grande, la nuova ammiraglia, anzi, si propone soprattutto per gli apporti di tecnologia che potranno, in seguito, essere mutuati sul resto della gamma. Il particolare di maggiore visibilità è il tettuccio, definito “avantop” dal cantiere, e dal parabrezza, entrambi realizzati in fibra di carbonio (il tutto pesa 250 chili, contro i 600 di una realizzazione analoga in vetroresina). La ATR, che ha realizzato il manufatto in carbonio, non è nuova del resto a lavorazioni di precisione, avendo soddisfatto commesse di Ferrari e Porsche in campo automobilistico e di aziende come Alenia nel settore spaziale. Realizzato in tradizionale vetroresina rinforzata, invece, lo scafo, sempre con una carena a V profondo e un angolo di 22 gradi sul diedro di poppa, una forma che garantisce buona velocità e tenuta di mare. Ma la tecnica coinvolge anche altre parti della barca: la trasmissione della potenza trasmessa dai due MTU da 1823 Hp ciascuno, ad esempio, viene condotta alle eliche di superficie, che garantiscono 43 nodi di velocità massima e circa 35 di crociera. “In progetto – precisa Tilli Antonelli, presidente di Itama e Pershing – abbiamo una versione ipermotorizzata del Seventyfive, la VHP (Very High Performance), con 2x2400 Hp, sempre abbinata ad eliche di superficie, però non è un’alternativa immediata, la stiamo ancora studiando nei particolari e riteniamo che potrebbe essere pronta per il prossimo anno.” Oltre agli aspetti strettamente tecnici, il nuovo 75’ presenta anche migliorie nel concetto di vivibilità a bordo. Si è ripresa, ad esempio quell’idea di bow rider, tipicamente USA, che veniva applicata alle barche di piccole dimensioni per aprire un passaggio verso prua con l’apertura della zona centrale del parabrezza. Sul 75’ l’apertura è motorizzata e compatibile con l’azionamento di una palpebra che scende elettricamente a chiudere il pozzetto dal lato prodiero. Ripensata totalmente la consolle di guida, per la prima volta su un Itama in posizione centrale e sopraelevata rispetto al pozzetto, in modo da avere una perfetta visibilità a 360 gradi. Sull’ammiraglia, inoltre, si può anche parlare di grandi spazi a disposizione di armatore ed ospiti: in pozzetto i divani scorrono fino ad accostarsi al tavolo, dove trovano posto 12 persone. Grandi prendisole sono stati realizzati a poppa e prua, e in pozzetto un mobile contiene uno schermo LCD estraibile posto al centro, mentre sui lati trovano posto frigo, cucina e gavoni in abbondanza. Gli interni prevedono una soluzione a tre o 4 cabine, tutte con bagno dedicato, con l’armatoriale a centro barca, una seconda matrimoniale a prua e due cabine con letti gemelli. Non manca un alloggio con due letti e bagno per l’equipaggio, cui si accede sia dalla cucina principale a centro barca (accanto alla dinette interna), sia da un tambucio in pozzetto, accanto alla timoneria. I primi ordini sono già arrivati, soprattutto perché Itama guarda ad un orizzonte sempre più vasto, puntando anche a nuovi mercati come Cina, Australia e perfino l’Angola. Non c’è ancora un listino dettagliato del 75’, ma il prezzo base dovrebbe sfiorare dal basso i tre milioni di euro. Quanti volessero convincersi del perché investire una simile somma su un’imbarcazione però devono riuscire a provarla in mare. Veloce, maneggevole e morbida, l’ultima creazione di Itama ha anche una grande stabilità di rotta. Nella cabina armatoriale, mentre la barca viaggia a più di 35 nodi, il rumore dei motori è ridotto ad un sommesso brontolio, si ha così modo di godere anche dello spettacolo di sole e mare che entra dalle due grandi finestre laterali.
17 Sep 2008, 4:21am